Decreto Ristori: finanziamenti a fondo perduto per le attività

Decreto Ristori: finanziamenti a fondo perduto per le attività

Decreto Ristori: contributi a fondo perduto

Decreto Ristori: contributi a fondo perduto fino al 400%, credito d’imposta per gli affitti commerciali, sospensione versamento contributi, cassa integrazione e cancellazione rata dicembre IMU

È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il Decreto Ristori (dl n. 137/202) del 28 ottobre 2020 in cui è previsto un risarcimento, tramite finanziamenti a fondo perduto, per le attività danneggiate dalle chiusure causate dall’emergenza Covid-19.

Il provvedimento interviene con uno stanziamento di risorse pari a 5,4 miliardi di euro in termini di indebitamento netto e 6,2 miliardi in termini di saldo da finanziare, destinati sia al ristoro delle attività economiche interessate che al supporto dei loro lavoratori.

In particolare, per le imprese dei settori oggetto delle nuove restrizioni,  il decreto prevede i seguenti punti. 
L’elenco delle attività interessate sono nell’Allegato 1 al Decreto Ristori. (Tabella a fondo pagina)

1. Indennizzi a fondo perduto

Dal 100% al 400% di quanto previsto precedentemente (Decreto Rilancio), con bonifici diretti sul conto corrente, in base al settore di attività dell’esercizio.

Potranno presentare la domanda anche le attività che non hanno usufruito dei contributi precedenti. È prevista l’erogazione automatica sul conto corrente, entro il 15 novembre, per chi aveva già fatto domanda in precedenza.

2. Credito d’imposta per gli affitti commerciali

Cedibile al 60% per gli affitti commerciali dei tre mesi di ottobre, novembre e dicembre. Esteso alle imprese con ricavi superiori ai 5 milioni di euro che abbiano subito un calo del fatturato del 50%.

3. Cancellazione della rata IMU

Viene cancellata la rata IMU di dicembre 2020 per le categorie colpite dalle restrizioni, per proprietari e gestori, relative agli immobili delle attività.

4. Sospensione del versamento dei contributi

Sono esonerati i datori di lavoro che abbiano sospeso o ridotto l’attività a causa dell’emergenza pademica.
Viene calcolato in base alla perdita di fatturato con i seguenti criteri:

  • al 50% dei contributi previdenziali per i datori di lavoro che hanno subito una riduzione del fatturato inferiore al 20%;
  • al 100% dei contributi previdenziali per i datori che hanno subito una riduzione del fatturato pari o superiore al 20%.

5. Proroga cassa integrazione

Sono previste ulteriori 6 settimane di Cassa integrazione, da usufruire tra il 16 novembre 2020 e il 31 gennaio 2021, per cui sono a disposizione 1,6 miliardi complessivi, che si accompagnano al blocco dei licenziamenti.

La Cassa integrazione è gratuita per:

  • i datori che hanno subito una riduzione di fatturato pari o superiore al 20%
  • chi ha avviato l’attività dopo il 1° gennaio 2019
  • le imprese interessate dalle restrizioni.

6. Sostegni per settori più colpiti

Viene stanziato 1 miliardo per i settori più colpiti:

  • 100 milioni per editoria, fiere e congressi;
  • 100 milioni di euro per il sostegno al settore alberghiero e termale;
  • 400 milioni per agenzie di viaggio e tour operator;
  • 400 milioni di euro per il sostegno all’export e alle fiere internazionali.
Tabella delle attività ammesse ai finanziamenti a fondo perduto – Allegato 1 al Decreto Legge n. 137 del 28 ottobre 2020

Fonte www.mise.gov.it/