
Con il DPCM 10 aprile 2020 arriva il prolungamento delle restrizioni per il contenimento del COVID-19 fino al 3 maggio 2020.
Il provvedimento è suddiviso in 8 articoli e 5 allegati che definiscono tute le misure adottate per la gestione dell’attuale stato di emergenza.
Con questo provvedimento vengono abrogati i passati DPCM, rendendo quest’ultimo una sorta di Testo Unico per la gestione del contagio da COVID-19.
Alcune riaperture
Nei primi tre allegati sono contenute le attività cui è concesso lavorare.
La novità riguarda le riaperture di alcune realtà, come negozi di vestiti per bambini, librerie, attività di silvicultura e l’industria del legno.
Permane la possibilità di proseguire le attività lavorative, previa comunicazione al Prefetto, per alcune realtà non contenute nell’allegato 3 al DPCM.
Sono consentite le attività che erogano:
- servizi di pubblica utilità,
- servizi essenziali e l’attività di produzione,
- trasporto, commercializzazione e consegna di farmaci,
- tecnologia sanitaria e dispositivi medico-chirurgici
- prodotti agricoli e alimentari.
Anche l’industria dell’aerospazio e della difesa, incluse le lavorazioni, gli impianti, i materiali, i servizi e le infrastrutture essenziali per la sicurezza nazionale e il soccorso pubblico possono continuare ad operare.
Inoltre, sono consentite tutte le attività funzionali ad assicurare la continuità delle imprese di cui all’allegato 3 e le attività degli impianti a ciclo produttivo continuo dalla cui interruzione derivi un grave pregiudizio all’impianto stesso o un pericolo di incidenti.
L’apertura delle attività contenute nel DPCM deve avvenire sempre nel rispetto delle misure di contenimento definite dalle Autorità.
In particolare si fa riferimento al Protocollo condiviso per la sicurezza sul lavoro redatto il 14 marzo 2020, ma si accenna anche alla futura definizione di nuove indicazioni integrative.
Regole per la spesa
Nel Decreto sono contenute, nell’allegato 5, ulteriori misure per gli esercizi commerciali. Tra queste si notano in particolare l’obbligatorietà di utilizzare i guanti monouso per fare la spesa e l’obbligo per i centri commerciali di pulire due volte al giorno scaffali e superfici. Gli esercenti dovranno, inoltre, rendere disponibili ai clienti dei dispenser per la pulizia delle mani in prossimità delle casse.
Gli esercizi commerciali più piccoli dovranno prevedere percorsi di entrata e di uscita distinti tra loro.
Preparazione alla fase 2 e ripartenza
In conferenza stampa, il Presidente Conte, ha annunciato che il Governo è già al lavoro per definire il programma per la ripartenza del sistema produttivo nazionale.
La fase di riapertura poggerà su due pilastri fondamentali: l’istituzione di una task force di esperti e il protocollo di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il gruppo di lavoro avrà il compito di definire le misure per la ripresa economica del paese, attraverso la definizione di nuovi modelli organizzativi e relazionali che tengano conto delle esigenze di contenimento e prevenzione dell’emergenza.

Le misure di sicurezza definite per il proseguimento delle attività lavorative prendono un ruolo di fondamentale importanza per la ripartenza nazionale evitando un cosiddetto contagio di ritorno.
Da una parte si rimarca l’obbligatorietà del rispetto del Protocollo condiviso, dall’altra viene fatta intendere la futura pubblicazione di nuove linee guida per la sicurezza sul lavoro.
Tutto lascia presagire alla preparazione di una “fase 2” di graduale riapertura secondo regole di gestione della convivenza con il Sars-CoV-2, per questo però si dovrà ancora aspettare.
DPCM 10 aprile 2020 – PDF
DPCM 10 aprile 2020 – Gazzetta Ufficiale
Pavia, 11/04/2020
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