PROTOCOLLO PER LA SICUREZZA SUL LAVORO

Protocollo di sicurezza sul lavoro – Nei giorni passati sono molti i quesiti sorti alle amministrazioni delle varie aziende e ai lavoratori stessi riguardo la gestione della sicurezza sul lavoro ai tempi del coronavirus.
Fino a sabato 14 marzo non c’era una risposta certa a questi quesiti, come comportarsi non era scritto da nessuna parte.
Era sicuramente indicato il rispetto delle ordinanze e le restrizioni definite nei vari DPCM, ma più di questo (tra l’altro già d’obbligo per legge) ci si affidava al buon comportamento di lavoratore e azienda ed a una collaborazione tra i due che però non seguiva nessun binario dettato da qualche organo riconosciuto.
“Stanotte governo, sindacati e imprese hanno definito insieme un protocollo per la sicurezza sul lavoro. Grazie all’impegno di tutti. Oggi il Paese deve essere unito più che mai”.
Sono le parole del Ministro della Salute Roberto Speranza che, con un post su facebook nella giornata del 14 marzo, annuncia la definizione di un protocollo per la sicurezza sul lavoro da rispettare in questo periodo di emergenza.
Il protocollo, siglato d’intesa tra governo, imprese e sindacati, è strutturato in 13 punti volti a mitigare il rischio di diffusione del nuovo coronavirus all’interno degli ambienti di lavoro.
In questi 13 punti sono definite le linee guida da seguire per la gestione dell’emergenza attuale; i punti trattano i seguenti argomenti:
1- INFORMAZIONE
L’azienda, tramite le modalità che ritiene più idonee ed efficaci, è tenuta ad informare tutte le figure che entrano negli ambienti lavorativi circa le disposizioni delle Autorità.
L’informazione avviene tramite affissione e consegna ai lavoratori e ai fornitori di apposite informative.
L’impresa comunica che in presenza di febbre oltre i 37.5 gradi o di altri sintomi influenzali vige l’obbligo di rimanere a casa e di non presentarsi sul posto di lavoro. In questo caso non è di competenza del Medico Competente la gestione sanitaria, ma il malato dovrà rivolgersi al medico di base e alle autorità sanitarie, cui spetta il compito di gestire l’emergenza.
Il personale che entra in azienda si impegna a rispettare le norme disposte dalle Autorità e dal Datore di Lavoro e a collaborare per l’attuazione delle stesse.
Si impegna, inoltre a informare tempestivamente e responsabilmente il Datore di Lavoro nel caso di comparsa dei sintomi una volta entrato negli ambienti aziendali.
2 – CONTROLLI ALL’INGRESSO
E’ data alle aziende la possibilità di effettuare controlli al personale durante l’ingresso in azienda.
Tali controlli consistono nella verifica della temperatura corporea degli addetti che accedono agli ambienti lavorativi, siano essi interni od esterni.
La registrazione dei dati ottenuti non è permessa per il rispetto della normativa sulla privacy.
3 – LIMITAZIONI DEI CONTATTI CON I FORNITORI
Le aziende devono rivedere le misure organizzative per la gestione dei fornitori.
Deve essere ridotta al minimo la possibilità di contatto tra questi ultimi e il personale interno.
Le misure da prendere in considerazione possono consistere nella definizione di tragitti separati, tempi di ingresso sfalsati o modalità di lavoro che gestiscano l’inevitabile incontro tra fornitori e personale interno.
Sono da diminuire le occasioni di ingresso da parte di persone esterne all’azienda, compresi i visitatori.
4 – PULIZIA E SANIFICAZIONE
Deve essere garantita la pulizia giornaliera degli ambienti lavorativi tramite soluzioni idroalcoliche, ipoclorito di sodio in soluzione al 5% o appositi detergenti (presidi medico chirurgici).
Alla fine di ogni turno lavorativo devono essere sanificate la postazioni e le attrezzature utilizzate dagli addetti (compresi mouse, tastiera, schermo, ecc…).
5 – PRECAUZIONI IGIENICHE PERSONALI
Il personale aziendale deve rispettare le norme igiencihe personali, in particolar modo il lavaggio periodico delle mani con acqua e sapone.
L’azienda mette a disposizione idonei dispenser di igienizzante per le mani (soluzioni idroalcoliche o specifici disinfettanti).
6 – MASCHERINE E GUANTI
Le mascherine utili per la gestione dei rischi biologici sono quelle con livello di protezione P2 o P3, ma, vista la scarsa disponibilità di approvvigionamento, è possibile utilizzare anche le FFP1 che comunque offrono un discreto grado protettivo.
Le mascherine devono essere utilizzate solo nel caso in cui non siano garantite le distanze di sicurezza tra gli operatori.
E’ sconsigliato utilizzare le mascherine nel caso in cui non ce ne sia una vera necessità (un uso improprio potrebbe diventare arma di contagio più che di difesa).
7 – SPAZI COMUNI
L’accesso agli spazi comuni deve essere contingentato (regole sul numero massimo di presenti e tempo massimo di sosta.
Il numero è da definirsi in base a superficie utile, grado di ventilazione e possibilità di mantenere la distanza di sicurezza pari a 1 metro).
Deve essere garantita la pulizia e la sanificazione periodica di questi ambienti e un buon grado di areazione.
8 – ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
Durante il periodo di dichiarata emergenza a causa del Covid-19, le aziende potranno prevedere la chiusura di tutti i reparti non strettamente necessari al ciclo produttivo.
Potranno comunque continuare le loro attività tutti i reparti in cui è possibile fare ricorso allo smart working.

Per lo svolgimento del lavoro agile molte PMI si trovano a fare una corsa per informarsi sulle modalità di attivazione di questa modalità lavorativa e per attrezzarsi per poterla permettere.
Un buon supporto viene dato da imprenditoriinformatici.it, un gruppo di imprese nel campo dell’informatica che dà le corrette istruzioni e dei buoni consigli su come gestire l’emergenza da questo punto di vista.
E’ importante che i lavoratori in smart working vengano messi a conoscenza delle corrette modalità per lo svolgimento in sicurezza delle proprie mansioni attraverso una buona attività di informazione.
La gestione dei rischi connessi all’attività lavorativa (che in azienda viene svolta dal Datore di Lavoro e dal SPP) rischia infatti di passare troppo in secondo piano durante questa veloce transizione al “lavoro da casa”.
Per quanto riguarda i reparti produttivi l’organizzazione degli orari, degli spazi e delle modalità di lavoro deve assicurare la possibilità di ridurre al minimo i contatti tra gli operatori, anche attraverso la rimodulazione dei livelli produttivi.
Sono sospese e annullate trasferte e viaggi nazionali e internazionali, anche se già concordati e organizzati.
9 – GESTIONE ENTRATA E USCITA DEI DIPENDENTI
Devono essere favoriti il più possibile orari di ingresso e uscita scaglionati in modo da evitare il più possibile contatti tra personale in ingresso e personale in uscita nelle zone comuni.
Dove possibile, è necessario dedicare una porta di entrata e una di uscita (differenti tra loro).
10 – SPOSTAMENTI INTERNI, RIUNIONI, EVENTI INTERNI E FORMAZIONE
Deve essere prevista la diminuzione degli spostamenti del personale tra i diversi reparti aziendali.
Le riunioni devono essere annullate o svolte a distanza.
Tutti gli interventi di formazione in aula (anche obbligatoria) sono sospesi e annullati.
E’ comunque possibile, qualora l’organizzazione aziendale lo permetta, svolgere la formazione a distanza (anche per i lavoratori in smart working).
Il mancato aggiornamento entro i termini previsti della formazione inerente la sicurezza sul lavoro, non determina l’impossibilità a continuare lo svolgimento delle attività oggetto della formazione se l’impossibilità è dovuta all’emergenza attuale.
11 – GESTIONE DI UNA PERSONA SINTOMATICA IN AZIENDA
Qualora un lavoratore presente in azienda sviluppi sintomi di infezione respiratoria e/o febbre, deve essere isolato secondo le indicazioni dell’Autorità sanitaria, la quale deve essere tempestivamente avvisata.
Al lavoratore spetta il dovere di comunicare immediatamente e responsabilmente la comparsa dei suddetti sintomi anche durante lo svolgimento delle attività lavorative all’ufficio del personale (o al Datore di Lavoro).
L’isolamento dovrà essere effettuato anche nei confronti del personale presente negli stessi locali del potenziale contagiato.
12 – SORVEGLIANZA SANITARIA / MEDICO COMPETENTE / RLS
Gli interventi di sorveglianza sanitaria possono continuare previo il rispetto delle misure e delle indicazioni fornite dal Ministero della Salute.
Il Medico Competente segnala anche all’azienda le situazioni di particolare fragilità dei lavoratori in base alle patologie attuali o pregresse; l’azienda provvede alla loro tutela nel rispetto della privacy.
La partecipazione del RLS nella definizione delle misure di contenimento è fondamentale perchè queste possano essere il più concrete, attuabili ed efficaci possibile.
13 – AGGIORNAMENTO DEL PROTOCOLLO DI REGOLAMENTAZIONE
In azienda viene definito un Comitato per l’aggiornamento e la verifica di applicazione del Protocollo di regolamentazione inerente le misure di prevenzione/protezione per il contenimento del COVID-19.
Pavia, 17/03/2020
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