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Vista l’emergenza attuale, negli ultimi giorni si nota un ampio utilizzo di mascherine per la protezione delle vie respiratorie. L’utilizzo è giustificato sia dalla natura del virus e dalle sue modalità di trasmissione sia dai consigli e disposizioni normative. Si evidenzia, però, altrettanto ampiamente una grande confusione che vige sull’effettivo grado di protezione, sul metodo di utilizzo o sulla tipologia di mascherine da utilizzare.

Il presente articolo ha l’obiettivo fornire informazioni semplici e utili sull’utilizzo di questi DPI.

SCUDO PROTETTIVO O ARMA DI CONTAGIO

Il patogeno SARS-CoV-2 è un virus che viene trasmesso principalmente per via aerea (come ampiamente descritto in “il nuovo coronavirus”) motivo per cui i primi organi da proteggere sono naso e bocca, ma è sufficiente mettere una mascherina? Sebbene sia un ottimo strumento di difesa (se correttamente indossata), non va dimenticato che la protezione dal contagio è legata alle più importanti norme di sicurezza divulgate dalle Autorità:

  • lavarsi spesso le mani;
  • mantenere una distanza di sicurezza di un metro dalle altre persone;
  • STARE A CASA.

Il rischio, infatti, è che la mascherina dia un grado di sicurezza più psicologico che effettivo. Può portare a dimenticare e trascurare le più importanti norme di sicurezza. Queste norme sono l’arma fondamentale che dobbiamo utilizzare per affrontare l’attuale pandemia e la loro trascuranza ci lascia fin troppo esposti.

La stessa mascherina, quando viene utilizzata o smaltita in maniera sbagliata rischia di favorire il rischio di contagio. E’ fondamentale essere correttamente informati su come utilizzare questi strumenti ed evitare di trasformarli da arma di difesa ad arma di autocontagio.

INDOSSARE UNA MASCHERINA

Come si indossa una mascherina? sembra banale, ma non lo è.

Prima di indossarla, innanzitutto, vanno pulite molto bene le mani e va fatta attenzione a non toccare superfici eventualmente contaminate. Trascurare questa prima regola ci potrebbe portare a immettere il virus nelle nostre vie aeree solo indossando quello che dovrebbe essere uno strumento di difesa.

La mascherina viene indossata avendo cura di coprire bene naso e bocca, stringendola quanto basta per farla aderire e modellando lo stringinaso per conformarlo alla forma del naso (nota bene: fare attenzione a non posizionarla a testa in giù).

UTILIZZO

Durante l’utilizzo la mascherina non deve essere toccata o spostata. Può dare fastidio e si potrebbe pensare di spostarla per respirare meglio, ma spesso e volentieri queste manovre vengono effettuate con mani o guanti non puliti rischiando di autocontaminarsi. E’ bene indossare la mascherina e muoverla solo per levarla a fine utilizzo.

In caso di necessità, per aggiustarla o muoverla è bene agire sui lacci laterali, senza toccare direttamente la maschera.

Le maschere hanno una vita, non possono essere utilizzate all’infinito; la stragrande maggioranza di mascherine utilizzate sono monouso, per cui NON VANNO RIUTILIZZATE dopo il primo uso.

TOGLIERE E SMALTIRE LA MASCHERINA

Come per le operazioni di movimentazione della stessa, per togliere la mascherina bisogna agire sui lacci laterali, evitando di toccare la parte anteriore. Durante l’operazione gli elastici vanno toccati nelle zone più lontane da naso e bocca, preferibilmente dietro la nuca. Un contatto accidentale con gli stessi può portare ad un’autocontaminazione. E’ comunque buona norma lavare le mani anche prima di togliere la mascherina.

Una volta levata, la mascherina è da considerarsi come un corpo contaminato; va smaltita immediatamente e posta in un sacchetto da chiudere subito.

Dopo averla tolta e smaltita, vanno lavate accuratamente le mani.

QUALE UTILIZZARE

Per la protezione dal rischio biologico, le mascherine da utilizzare sono quelle con grado di protezione P2 o P3. Sono infatti realizzate appositamente per proteggere da eventuali patogeni biologici.

Questa tipologia di mascherine è indicata per le realtà con un reale uso deliberato di agenti biologici o per realtà sanitarie e ospedaliere in cui si è in stretto contatto con un gran numero di persone affette da COVID-19.

Per la realtà di tutti i giorni, compresa quella lavorativa (ovviamente al di fuori di strutture sanitarie) le mascherine chirurgiche costituiscono un utile barriera per la protezione da patogeni trasmissibili per via aerea.

MARCHIO CE E DEROGA

Il marchio CE, dà la garanzia del rispetto dei criteri normativi per la produzione delle mascherine. Questi criteri definiscono la bontà del prodotto e l’effettivo grado di sicurezza offerto. Con il Decreto Legge 17 marzo 2020, viene data la possibilità di utilizzare mascherine filtranti prive di questo marchio a patto che siano prodotte in deroga alle vigenti normative (secondo le modalità indicate all’Art. 15 dello stesso Decreto Legge). Questo dovrebbe permettere una maggiore disponibilità di maschere nei prossimi giorni.

“Prodotte in deroga” non significa che non rispetteranno le le misure contenute nelle direttive comunitarie, cambia esclusivamente la modalità per la verifica di tali requisiti. Saranno le imprese produttrici a dichiarare, sotto la loro responsabilità, il rispetto delle norme. Il processo richiede comunque una verifica da parte dell’Istituto Superiore di Sanità.

CONCLUSIONI

In conclusione notiamo che l’utilizzo delle mascherine non è così banale come sembra. Le procedure per indossare, utilizzare e smaltire le mascherine sono molto importanti da rispettare. L’utilizzo scorretto non solo compromette la loro funzionalità, ma rischia di mettere in pericolo la nostra salute.

In assenza di una corretta informazione, è meglio non indossarla. Ciò che rimane fondamentale da rispettare è il famoso decalogo divulgato dal Ministero della Salute; sono queste le vere armi di difesa.

Per indicazioni più corrette e complete si rimanda alle indicazioni dell’OMS:

Pavia, 26/03/2020

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Andrea Reali
Chi l’ha scritto

Andrea Reali

Amministratore e responsabile tecnico · Professore a contratto

Professore a contratto in Igiene Ambientale, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università di Pavia (dal 2013) · Abilitato RSPP per tutti i macrosettori ATECO · Consulente Tecnico Ambientale (C.S.E.A.) · Docente-formatore qualificato ai sensi del D.I. 6 marzo 2013

Guida SPL dal 2013 come amministratore e responsabile tecnico: è la firma tecnica dietro i documenti e la formazione dello studio. Laureato a Pavia in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, segue salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, igiene ambientale e alimentare come RSPP per enti pubblici e aziende private. Le stesse materie le insegna all'Università di Pavia: è questo doppio sguardo — chi la norma la applica e chi la spiega — il filo di ciò che SPL mette per iscritto.

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