Scuola e Disinfezione: attrezzature e rischi

Scuola: come procedere correttamente per la riapertura?
Vediamo attrezzature, rischi sulla disinfezione e norme per la pulizia di ambienti non sanitari.
Inail sottolinea che le attività di di pulizia, disinfezione e sanificazione rappresentano “interventi primari di prevenzione della diffusione di malattie e di infezioni”.
Argomenti già affrontati nell’articolo Scuola: Pulizia, Disinfezione e Sanificazione con il focus sul documento Gestione delle operazioni di pulizia, disinfezione e sanificazione nelle strutture scolastiche.
Oggi vediamo quali sono le attrezzature, come conservarle e la normativa sulla pulizia degli ambienti non sanitari.
Attrezzature
Per la pulizia degli ambienti si ritengono indispensabili le seguenti attrezzature:
- Panni-spugna differenziati per codice colore e teli monouso per la spolveratura (si sconsigliano le normali spugne perché facilmente inquinabili)
- Scope trapezoidali e scope tradizionali
- Asta pulivetro, vello lavavetro
- Sistema MOP (sistema di lavaggio adatto sia alle grandi che alle piccole superfici). Si sottolinea “la necessità di utilizzare più sistemi MOP in base alle zone da pulire: uno per i servizi igienici, uno per gli ambienti didattici in genere (sezioni, aule, palestre, laboratori, ecc.) e uno per la cucina e il locale refezione
- Sistema MOP con serbatoio per autocaricamento
- Dispositivi di protezione individuale (camice, guanti, scarpe antiscivolo)
- Macchina lava – asciuga pavimenti, ove possibile
- Aspirapolvere, ove necessaria
- Soffiatore, aspiratore, trituratore foglie
- Lavatrice (ove possibile)”
Manutenzione attrezzature
Il materiale per la pulizia “deve essere regolarmente pulito dopo l’uso in quanto spugne, stracci, telini possono essere importante veicolo di contagio di infezioni o patologie.
Ove possibile si consiglia l’uso di materiale monouso.
Alla fine delle operazioni di pulizia le frange MOP, le garze, i panni devono essere lavati con acqua calda e disinfettati.
Si consiglia di utilizzare il lavaggio in lavatrice ad alta temperatura (maggiore di 60° C) che consente una più efficace pulizia e una adeguata disinfezione a calore”.
L’uso della lavatrice “presenta alcuni vantaggi:
Si evita l’uso di disinfettanti chimici, si abbreviano le procedure di pulizia del materiale lavabile, si riduce il ricorso a materiale monouso.
In alternativa alla lavatrice si deve:
- eseguire la pulizia manuale in un lavandino adibito unicamente a questo scopo,
- immergere in soluzione acquosa di cloro allo 0,5% per almeno 10 minuti,
- avere cura di eseguire separatamente il lavaggio dei materiali precedentemente usati per la pulizia del bagno dai materiali utilizzati in altri ambienti”.
Si indica poi di “evitare di lasciare in ammollo gli stracci per periodi superiori a quelli necessari per una corretta disinfezione (10-20 minuti)”.
Si indica che “tutti i contenitori (secchi, anche quelli del MOP) usati per le operazioni di pulizia, le scope delle latrine e altre attrezzature per i servizi igienici devono essere lavati con acqua e detergente e successivamente disinfettati con una soluzione acquosa di cloro allo 0,5% per almeno 10 minuti.
L’umidità favorisce la crescita microbica: gli stracci, le spugne, le frange, le scope delle latrine vanno asciugati in ambiente aerato, quando è possibile con l’esposizione diretta al sole”.
Conservazione delle attrezzature e rischio chimico
Per la conservazione delle attrezzature è necessario individuare “un locale, rigorosamente chiuso a chiave, destinato a ripostiglio per la conservazione di tutti i prodotti e le attrezzature”.
Bisogna anche “mantenere, nei limiti del possibile, le confezioni originali dei prodotti con relative schede tecniche e schede dati di sicurezza facilmente disponibili e consultabili.
[…] Dopo l’uso, richiudere accuratamente le confezioni del detergente e del disinfettante”.
È importante inoltre “etichettare e riporre materiale e strumenti a seconda delle aree (materiale separato per bagni, cucine, aule e sezioni) e a seconda dell’utilizzo (per water, lavandino, altre superfici).
Questo, oltre a rispondere a esigenze igieniche, faciliterà l’utilizzo delle attrezzature da parte del personale assegnato per le sostituzioni”.
È indicato che “nel caso occorra travasare i prodotti (ad esempio quando la fornitura è in confezioni molto grandi o in forma solida da sciogliere o necessita una diluizione), i nuovi contenitori devono essere chiaramente etichettati, indicando il nome del prodotto la classificazione di rischio”.
Normativa sulla pulizia di ambienti non sanitari
Di seguito alcune indicazioni tratte dalla Circolare n. 5443 del 22 febbraio 2020 che fornisce informazioni anche sulla pulizia di ambienti non sanitari.
In stanze, uffici pubblici, mezzi di trasporto, scuole e altri ambienti non sanitari “dove abbiano soggiornato casi confermati di COVID-19 prima di essere stati ospedalizzati verranno applicate le misure di pulizia di seguito riportate:
- a causa della possibile sopravvivenza del virus nell’ambiente per diverso tempo, i luoghi e le aree potenzialmente contaminati da SARS-CoV-2 devono essere sottoposti a completa pulizia con acqua e detergenti comuni prima di essere nuovamente utilizzati;
- per la decontaminazione, si raccomanda l’uso di ipoclorito di sodio allo 0,1% dopo la pulizia.
- per le superfici che possono essere danneggiate dall’ipoclorito di sodio, utilizzare etanolo al 70% dopo la pulizia con un detergente neutro.
- durante le operazioni di pulizia con prodotti chimici, assicurare la ventilazione degli ambienti”.
Tutte le operazioni di pulizia “devono essere condotte da personale che indossa DPI (filtrante respiratorio FFP2 o FFP3, protezione facciale, guanti monouso, camice monouso impermeabile a maniche lunghe) e deve seguire le misure indicate per la rimozione in sicurezza dei DPI (svestizione).
Dopo l’uso, i DPI monouso vanno smaltiti come materiale potenzialmente infetto”.
Infine “vanno pulite con particolare attenzione tutte le superfici toccate di frequente, quali superfici di muri, porte e finestre, superfici dei servizi igienici e sanitari.
La biancheria da letto, le tende e altri materiali di tessuto devono essere sottoposti a un ciclo di lavaggio con acqua calda a 90°C e detergente.
Qualora non sia possibile il lavaggio a 90°C per le caratteristiche del tessuto, addizionare il ciclo di lavaggio con candeggina (o prodotti a base di ipoclorito di sodio)”.
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