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Caduta PLE: profili di responsabilità

Infortuni PLE: gli incidenti per caduta da Piattaforme di Lavoro Mobili Elevabili (PLE), come il recente evento avvenuto nella zona di Milano, possono coinvolgere una varietà di profili diversi.
Dai lavori agricoli alle attività in quota, fino alla direttiva Macchine: solo attraverso approfondite indagini da parte delle autorità giudiziarie sarà possibile quantificare e distribuire le relative responsabilità.
L’evento tragico ha avuto luogo a Noverasco di Opera (MI), dove due lavoratori hanno perso la vita durante l’operazione di potatura di alberi ad alto fusto utilizzando una piattaforma elevatrice sollevata da un braccio meccanico apposito. Un terzo lavoratore è rimasto gravemente ferito.
La tragedia è stata causata dalla disconnessione della piattaforma dal braccio di sollevamento.
Come si può notare, questa dinamica coinvolge tre tematiche di nostro interesse:
- Sicurezza nei lavori in quota;
- Conformità delle macchine;
- Sicurezza nei lavori agricoli in senso ampio.
Esamineremo brevemente questi aspetti, riservando approfondimenti specifici a ciascuno di essi man mano che emergeranno nuovi dettagli sull’incidente.
Alla delicata questione dei lavori in quota, il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro (TUSL) dedica il Capo II del Titolo IV (articoli 105-156). È importante notare che ben 52 articoli sono dedicati a questo specifico aspetto, rispetto ai 27 articoli dedicati ai cantieri temporanei o mobili in generale. Questo evidenzia l’attenzione riservata dal legislatore a tale materia.
Non è possibile citare qui le singole disposizioni che avrebbero dovuto essere seguite durante lo svolgimento dei lavori in questione. Al momento, ci limitiamo a sottolineare che questo è uno degli aspetti fondamentali per determinare le responsabilità legate all’incidente.
Come abbiamo visto, la tragedia è stata causata dal crollo della piattaforma su cui si trovavano almeno due dei tre lavoratori (il terzo potrebbe essere stato colpito dal crollo mentre si trovava a terra).
Questa dinamica richiama la nostra attenzione sul rispetto delle normative di prodotto applicabili alle macchine utilizzate.
È importante notare che il problema va affrontato non solo dal punto di vista delle normative di prodotto in sé, ma anche dalla prospettiva della posizione di responsabilità del datore di lavoro. Infatti, il datore di lavoro ha l’obbligo di garantire la conformità delle macchine ai migliori standard di sicurezza attualmente disponibili.
In pratica, egli deve assicurarsi non solo che la macchina sia conforme alla normativa vigente al momento in cui è stata immessa sul mercato, ma anche adottare ulteriori precauzioni per migliorare la sicurezza dei lavoratori, superando così le disposizioni normative stesse.
Al contrario, il datore di lavoro non ha l’obbligo di conformarsi alle normative di prodotto emesse successivamente all’immissione sul mercato
Il datore di lavoro è tenuto a valutare sia il passato che il futuro in relazione alla conformità del macchinario utilizzato. Dal punto di vista passato, deve assicurarsi che la conformità del macchinario non sia stata alterata, nemmeno dai precedenti proprietari. Dal punto di vista futuro, deve impegnarsi a migliorare gli standard di sicurezza del macchinario.
Questo dovere di adeguamento prevale sul fatto che non esista un obbligo di conformità alle nuove normative di prodotto relative al macchinario in questione.
Nel caso specifico, dobbiamo considerare un aspetto molto importante.
Il concetto di “macchinario” deve essere inteso non come un’entità unitaria, ma piuttosto con riferimento ai singoli componenti del mezzo d’opera così come configurato al momento dell’incidente.
Con ciò, non intendiamo sostenere una suddivisione eccessiva dei fatti e degli oggetti.
Tuttavia, è importante notare che nella maggior parte dei casi, un mezzo d’opera utilizzato per operazioni simili può essere suddiviso in:
- Autocarro
- Gru
- Cestello
In tal caso, ognuno dei tre prodotti sopra menzionati è soggetto alla propria normativa riguardo alla responsabilità dei costruttori e dei rivenditori. Inoltre, vi sarà la responsabilità aggiuntiva dell’installatore per i lavori di installazione della gru sull’autocarro e del cestello sul braccio di sollevamento. Tutto ciò, naturalmente, si aggiunge alla posizione di garanzia del datore di lavoro.
Va sottolineato che questo è solo uno dei possibili casi e che presenta una pluralità di soggetti responsabili.
Se invece è stata utilizzata un’apparecchiatura di sollevamento fornita originariamente di un cestello, le responsabilità del produttore e del rivenditore saranno attribuite a un unico soggetto, mentre, naturalmente, non sarà coinvolta la responsabilità dell’installatore.
Spesso si parla di lavori agricoli solo in relazione alle situazioni legate alla coltivazione. Al contrario, questa vasta sfera coinvolge ogni situazione lavorativa che coinvolga specie vegetali.
Questa definizione implica ovviamente un’interpretazione non letterale del termine “agricolo”, che deriva dai termini latini “ager” (campo) e “colere” (coltivare).
Tuttavia, questa interpretazione è utile ai fini della salute e della sicurezza dei lavoratori.
Detto ciò, notiamo che i lavori di potatura di siepi e alberi spesso vengono eseguiti in palese violazione delle normative in materia.
Inoltre, va notato che i lavori agricoli non sono soggetti a normative specifiche. Al contrario, devono essere osservate le normative di settore applicabili, in questo caso le normative relative ai lavori in quota e alla conformità delle macchine. Questo contesto richiede lo stesso rigore che si avrebbe in un contesto industriale o aziendale.
In conclusione, potrebbe sembrare anomalo che sia stata svolta un’ampia analisi delle normative e delle buone pratiche senza disporre di molti dettagli sulla dinamica dell’incidente.
Tuttavia, si tratta di un’apparente contraddizione. Il fatto di non avere informazioni dettagliate ci ha obbligato a considerare ogni possibile aspetto coinvolto.
Questa indagine a largo spettro, in attesa di ulteriori approfondimenti specifici, serve come base per l’attenta osservanza delle disposizioni in vigore in questo delicato contesto operativo.
Fonte OneHSE
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