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COVID-19 INAIL

Infortuni e malattie: i dati INAIL di Gennaio-Luglio 2020

infortuni

Quali sono le differenze numeriche di denunce infortuni e malattie professionali nei primi 7 mesi del 2020, rispetto all’anno precedente? La situazione di emergenza Coronavirus ha influenzato i risultati?

Sul sito Inail sono disponibili, nella sezione Open data, i dati analitici delle denunce di infortuni e di malattie professionali presentate entro il mese di luglio.

Questi dati sono provvisori, in quanto bisogna aspettare la conclusione di ogni iter, sanitario e amministrativo, relativo alle singole denunce per quantificarli più precisamente.  

Il confronto tra i primi mesi del 2020 e del 2019 è quindi da considerare meno indicativo di quanto lo sarà tra pochi mesi.

Inoltre, bisogna tenere conto della particolarità del 2020, il coronavirus, che ha influenzato molto i dati, da un lato per la chiusura di ogni attività produttiva considerata non necessaria tra marzo e parte di maggio, dall’altro per l’inserimento delle denunce di infortunio connesse alle infezioni da Covid-19.

Nella sezione Open data possiamo trovare le tabelle del modello di lettura con i confronti di mese (es. luglio 2019 vs luglio 2020) e di periodo (es. gennaio-luglio 2019 vs gennaio-luglio 2020), andiamo quindi a vedere i dati di denunce di infortunio, i casi mortali e le denunce di malattia professionale.

Denunce di Infortunio

Le denunce di infortuni sul lavoro, presentate entro il mese di luglio, sono state 288.873, in diminuzione di circa 90mila casi rispetto alle 378.671 dei primi sette mesi del 2019 (-23,7%), diminuzione influenzata dal calo delle denunce registrate tra marzo e luglio, con 86mila casi in meno rispetto al periodo marzo-luglio 2019 (-31,6%), a causa della chiusura tra marzo e maggio e delle difficoltà incontrate dalle imprese nel riprendere la produzione nel periodo di riapertura.

Il calo maggiore è registrato nel mese di maggio, con denunce praticamente dimezzate rispetto allo stesso mese del 2019.

Aprile e giugno registrano una riduzione di oltre un terzo nel confronto con l’anno precedente; marzo e luglio, con cali al di sotto del 20%.

Gennaio e febbraio 2020, non coinvolti totalmente dalla pandemia, hanno registrato decrementi inferiori al 4%.

I dati al 31 luglio di ciascun anno evidenziano un decremento, a livello nazionale, sia dei casi avvenuti durante il lavoro (da 321.675 a 255.669, -20,5%), sia di quelli in itinere, ovvero nel tragitto tra l’abitazione e il luogo di lavoro (da 56.996 a 33.204, – 41,7%).

Escludendo i mesi di gennaio e febbraio, le diminuzioni sono molto più marcate, rispettivamente al -27,4% e al – 56,1%.

Il numero degli infortuni sul lavoro denunciati è diminuito: -15,1% nella gestione Industria e servizi (dai 293.709 casi del 2019 ai 249.499 del 2020); -21,9% in Agricoltura (da 18.946 a 14.797); -62,8% nel conto Stato (da 66.016 a 24.577).

In particolare, nel conto Stato si è registrato, tra marzo e luglio, un crollo delle denunce, per la modalità lavorativa di smart-working della maggior parte dei dipendenti statali e per l’assenza degli studenti nelle scuole e università statali: dalle circa 43mila del 2019 alle 3.500 del 2020 (-91,8%).

Un forte incremento delle denunce di infortuni in occasione di lavoro, invece, nel settore Ateco “Sanità e assistenza sociale”: +143% (da 16mila a 38mila casi), con punte di quasi il +500% nel bimestre marzo-aprile 2020/2019.

Inversione di tendenza a giugno e luglio, con decrementi pari rispettivamente al -8% e al -16%.

Nel 2020, inoltre, tre denunce su quattro, in questo settore, hanno riguardato il contagio da Covid-19.

L’analisi territoriale evidenzia, tra gennaio e luglio di quest’anno, un calo delle denunce di infortunio in tutte le aree del Paese, più contenuta nel Nord-Ovest (-14,3%) e più accentuata nel Nord-Est (-25,4%), al Centro (-28,8%), al Sud (-31,3%) e nelle Isole (-29,0%).

Il confronto al periodo marzo-luglio, le singole ripartizioni geografiche registrano cali più evidenti: -19% per il Nord-Ovest, -33% per il Nord-Est e circa il -40% per Centro, Sud e Isole.

La flessione è legata soprattutto alla componente maschile, che registra un calo del 28,8% (da 243.512 a 173.283 denunce), mentre quella femminile è al -14,5% (da 135.159 a 115.590).

Rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente nei mesi di marzo-luglio, le denunce si sono ridotte del 39% per i lavoratori e del 18% per le lavoratrici.

La diminuzione ha interessato, tra gennaio e luglio, sia i lavoratori italiani (-24,6%), sia quelli comunitari (-15,8%) ed extracomunitari (-20,0%), con cali percentuali più sostenuti al confronto solo del periodo marzo-luglio.

Si registrano, per le classi di età, decrementi generalizzati in tutte le fasce, ma più contenute per i lavoratori tra i 45-64 anni.

Infortuni

Casi Mortali

Le denunce di infortuni sul lavoro con esito mortale presentate all’Istituto sono state 716, dato che evidenzia un aumento di 117 casi rispetto ai 599 registrati nello stesso periodo del 2019 (+19,5%).

L’incremento è influenzato dal numero dei decessi avvenuti e protocollati al 31 luglio 2020 a causa dell’infezione da Covid-19 in ambito lavorativo.

A livello nazionale, si registra una riduzione solo degli infortuni mortali in itinere (da 167 a 113, -32,3%), mentre sono aumentati quelli in occasione di lavoro (da 432 a 603, +39,6%).

L’incremento ha riguardato la gestione Industria e servizi (da 512 a 630 denunce) e il conto Stato (da 9 a 31), mentre l’Agricoltura ha registrato 23 casi in meno (da 78 a 55).

Risultano, al 31 luglio, sei incidenti plurimi, per un totale di 12 decessi, nel dettaglio:
  • gennaio, costato la vita a due lavoratori vittime di un incidente stradale a Grosseto;
  • febbraio, con due macchinisti morti nel deragliamento ferroviario avvenuto in provincia di Lodi;
  • marzo, con due vittime per incidenti stradali in provincia di Torino e altre due in provincia di Bologna;
  • giugno, con due operai travolti dal crollo di un muro a Napoli;
  • luglio in un cantiere edile di Roma, in cui sono deceduti due operai caduti da un ponteggio.

Lo scorso anno, invece, gli incidenti plurimi avvenuti tra gennaio e luglio erano stati 12, con 24 casi mortali denunciati (20 dei quali stradali).

A livello territoriale, si registra una diminuzione di 12 casi mortali nelle Isole (da 58 a 46), nel Nord-Ovest un incremento di 112 casi mortali (da 153 a 265), nel Centro un aumento di otto decessi ( da 120 a 128), nel Sud un incremento di sette casi mortali (da 134 a 141) e il Nord-Est di due (da 134 a 136).

L’incremento rilevato è legato soprattutto alla componente maschile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 548 a 644 (+96 decessi), mentre quella femminile ha registrato 21 casi in più, da 51 a 72.

In aumento le denunce di infortunio mortale dei lavoratori italiani (da 488 a 609), in diminuzione quelle dei lavoratori comunitari (da 40 a 38) e extracomunitari (da 71 a 69).

Si registrano, per le classi di età, un aumento dei decessi quella degli over 55 e una diminuzione registrata nelle altre.

Denunce di Malattia Professionale

Le denunce di malattia professionale protocollate sono state 25.205, ovvero 13.296 in meno rispetto allo stesso periodo del 2019 (-34,5%).

Anche in questo caso, la flessione è influenzata dal numero delle denunce presentate tra marzo e luglio 2020, in riduzione del 49% rispetto allo stesso periodo del 2019, con un picco del -87% nel mese di aprile.

Si sono rilevate diminuzioni delle denunce nell’Industria e servizi (da 30.648 a 20.643, -32,6%), in Agricoltura (da 7.453 a 4.291, -42,4%) e nel conto Stato (da 400 a 271, -32,3%).

A livello territoriale, emergono cali delle patologie denunciate in tutte le aree del Paese: -45,4% nel Nord-Ovest; -37,0% nel Nord-Est; -29,7% al Centro; -37,5% al Sud; -26,2% nelle Isole.

Emerge un calo di 9.474 denunce di malattia professionale per i lavoratori (da 28.020 a 18.546, -33,8%), e di 3.822 per le lavoratrici (da 10.481 a 6.659, -36,5%).

Il decremento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani (da 35.860 a 23.459, -34,6%), sia quelle di comunitari (da 885 a 595, -32,8%) ed extracomunitari (da 1.756 a 1.151, -34,5%).

Le prime tre malattie professionali, che hanno registrato diminuzioni nel periodo a confronto, denunciate tra gennaio e luglio di quest’anno sono:

  • patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo;
  • patologie del sistema nervoso e quelle dell’orecchio;
  • malattie del sistema respiratorio e tumori.

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Andrea Reali
Chi l’ha scritto

Andrea Reali

Amministratore e responsabile tecnico · Professore a contratto

Professore a contratto in Igiene Ambientale, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università di Pavia (dal 2013) · Abilitato RSPP per tutti i macrosettori ATECO · Consulente Tecnico Ambientale (C.S.E.A.) · Docente-formatore qualificato ai sensi del D.I. 6 marzo 2013

Guida SPL dal 2013 come amministratore e responsabile tecnico: è la firma tecnica dietro i documenti e la formazione dello studio. Laureato a Pavia in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, segue salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, igiene ambientale e alimentare come RSPP per enti pubblici e aziende private. Le stesse materie le insegna all'Università di Pavia: è questo doppio sguardo — chi la norma la applica e chi la spiega — il filo di ciò che SPL mette per iscritto.

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