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Approfondimenti COVID-19

LAVORATORI FRAGILI: indicazioni operative

Negli ambienti di lavoro, vista la situazione odierna, è importante dare maggiore considerazione alle eventuali patologie o stati di fragilità presenti nella popolazione lavorativa, ai lavoratori fragili.

Già in condizioni normali vige l’obbligo di “controllare” l’esposizione dei lavoratori a rischi pregiudizievoli per il loro specifico stato di salute.

In questo periodo di lock-down, però, per certi individui anche solo recarsi al lavoro è considerato un potenziale fattore di rischio.

Comunicazione del Medico Competente

In virtù di quanto definito nel Protocollo condiviso, è il Medico Competente a comunicare alle imprese l’eventuale presenza tra i dipendenti di situazioni di particolare fragilità. In caso di presenza di lavoratori con alta suscettibilità a conseguenze gravi legate al COVID-19, il MC dovrà comunicare le patologie attuali e/o pregresse al Datore di Lavoro, definendo con lui la strategia di gestione da mettere in atto.

Il Medico Competente individua i lavoratori fragili attraverso le informazioni in suo possesso ottenute dall’attività di sorveglianza sanitaria.

C’è da considerare che il MC potrebbe non essere al corrente di alcuni stati di fragilità, essendo dovuti a situazioni cliniche non legate alla realtà lavorativa e non comunicate. In tal caso, il lavoratore si dovrà rivolgere al Medico di Medicina Generale per valutare la necessità di isolamento con codice V07. In caso di valutazione negativa da parte del MMG, il lavoratore può presentare al MC la documentazione clinica attestante la sua situazione richiedendo una visita straordinaria.

Si rimanda al documento diffuso dall’ANMA (“Associazione Nazionale Medici d’Azienda e Competenti”) che propone le indicazioni operative per la Gestione del lavoratore “fragile”:

LAVORATORI FRAGILI
Schema riassuntivo inerente la procedura proposta dall’ANMA e contenuto nel documento “Gestione del lavoratore “fragile””

Lavoratori con maggiore fragilità

Le persone con maggiore possibilità di riscontro di sintomi gravi vengono definiti dall’art. 3 numero 1 lettera b) del DPCM 08/03/2020 “[…] persone anziane, affette da patologie croniche, con multimorbilità, con stati di immunodepressione […]”. Più in particolare i lavoratori più esposti sono:

  • persone sottoposte a terapie con azione depressiva sul sistema immunitario;
  • affetti da malattie autoimmuni;
  • colpiti da malattie infettive;
  • affetti da malattie neoplastiche;
  • coloro che hanno subito un trapianto d’organo;
  • persone che presentano insufficienza renale;
  • affetti da patologie croniche dell’apparato respiratorio;
  • soggetti con difficoltà di controllo della pressione arteriosa a causa di terapie in atto;
  • obesi patologici;
  • affetti da patologie cardiache.

In conclusione, i lavoratori “in   possesso   del   riconoscimento   di   disabilità   con   connotazione   di   gravità   ai   sensi  dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè ai lavoratori in possesso della certificazione   rilasciata   dai   competenti   organi   medico   legali,   attestante   una   condizione   di   rischio   derivante  da  immunodepressione  o  da  esiti  da  patologie  oncologiche  o  dallo  svolgimento  di  relative  terapie salvavita ai sensi dell’art.3 , comma 1, della medesima legge 104/1992” vengono trattati differentemente, in quanto già considerati nel DL 17 marzo 2020.

Pavia, 16/04/2020

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Andrea Reali
Chi l’ha scritto

Andrea Reali

Amministratore e responsabile tecnico · Professore a contratto

Professore a contratto in Igiene Ambientale, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università di Pavia (dal 2013) · Abilitato RSPP per tutti i macrosettori ATECO · Consulente Tecnico Ambientale (C.S.E.A.) · Docente-formatore qualificato ai sensi del D.I. 6 marzo 2013

Guida SPL dal 2013 come amministratore e responsabile tecnico: è la firma tecnica dietro i documenti e la formazione dello studio. Laureato a Pavia in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, segue salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, igiene ambientale e alimentare come RSPP per enti pubblici e aziende private. Le stesse materie le insegna all'Università di Pavia: è questo doppio sguardo — chi la norma la applica e chi la spiega — il filo di ciò che SPL mette per iscritto.

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