Lavoro: viaggi in sicurezza

Quali sono le precauzioni da prendere durante i viaggi di lavoro?
È compito del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) accertarsi che i dipendenti sappiano come muoversi durante il soggiorno in albergo.
I vari rischi del soggiorno in albergo sono stati presi in esame dagli specialisti virologi e, in linea di massima, bisogna prendere delle precauzioni.
Come per esempio:
- non sostare troppo nelle aree comuni, come ristorante a lobby, dal momento che il coronavirus si diffonde maggiormente attraverso particelle aeree;
- evitare di condividere con persone sconosciute letto, posate e sanitari;
- prediligere di passare il soggiorno nella propria camera;
- ridurre al minimo il contatto con altri ospiti e con il personale.
Le particelle virali possono sopravvivere per qualche tempo sulle superfici, come ad esempio i pulsanti degli ascensori e le maniglie, con le quali il lavoratore potrebbe entrare in contatto.
Il CDC – Center for Disease and Control degli Stati Uniti ha pubblicato un volumetto basato su uno studio condotto in camere d’albergo, occupate da due pazienti contagiati da coronavirus, trovando che il materiale genetico del virus era presente sugli interruttori delle lampade, su rubinetti, lenzuola e cuscini, dopo 24 ore.
Tuttavia, la componente virale presente su queste superfici probabilmente non può contagiare persone, a meno che non siano state già contagiate (seppur senza sintomi).
Inoltre, i ricercatori hanno prelevato campioni dalle superfici prima che esse fossero state pulite e la biancheria sostituita.
Uno studio specializzato ha dimostrato che la durata di vita del virus sugli oggetti dipende dal tipo di materiale:
- tre giorni su plastica e acciaio;
- due giorni su tessuti;
- fino a quattro giorni sul vetro.

A cura della struttura e dei dipendenti ci sono quindi i dovuti accorgimenti, come la pulizia delle camere da effettuare con grande accuratezza.
Il virus può essere disattivato efficacemente utilizzando i disinfettanti e quindi, se la camera è stata disinfettata in modo corretto, il rischio residuo è molto basso.
Un’altra raccomandazione fatta dagli esperti è indirizzata al personale addetto al riassetto delle camere.
È meglio non agitare i tessuti, come lenzuola e federe, per evitare che particelle residue di virus vengano disperse nell’aria, è indicato piegare i tessuti senza scuoterli.
Il rischio di esposizione al contagio è più elevato per il personale addetto al riassetto delle camere, rispetto ai clienti.
Occorre quindi educare in modo appropriato il personale coinvolto, affinché mantenga atteggiamenti estremamente prudenziali, durante l’attività quotidiana.
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