PROTOCOLLO AZIENDALE INTERNO

In virtù della situazione di emergenza attuale e al continuo avanzamento dell’epidemia da COVID-19, ci troviamo oggi in un periodo storico pieno di restrizioni che ci impongono evidenti e forti limitazioni della nostra quotidianità. Il drastico cambiamento che tutti noi siamo chiamati ad effettuare sulle nostre vite deve essere visto come un fondamentale atto di collaborazione collettiva al fine di contenere il più possibile l’epidemia.
Per evitare di fermare la vita produttiva del paese, le ultime disposizioni governative non bloccano la prosecuzione delle attività produttive, a patto che queste vengano svolte secondo determinati criteri di sicurezza definiti (olte che dai vari DPCM, Decreti Legge e ordinanze) dal “Protocollo condiviso di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro” il cui contenuto è già stato ampiamente discusso e illustrato nei giorni passati.
Oltre alle “indicazioni di lettura” di cui allo scorso articolo, è nostro desiderio dare ulteriori indicazioni sul Protocollo di sicurezza per la gestione del COVID-19 interno alle aziende.
E’ stato infatti spiegato che il “Protocollo condiviso” è inteso come uno strumento atto a sostenere le aziende alla stesura di un Protocollo interno che contenga le misure più puntuali e legate alle peculiarità aziendali da adottare nella specifica realtà.
REDAZIONE DEL PROTOCOLLO INTERNO
Quali sono i contenuti di questo protocollo? Chi lo redige? Come funzione?
Se non sembrano troppo chiare le indicazioni su come redigere o utilizzare questo strumento, l’invito è quello di non allarmarsi, di non vederlo come un obbligo normativo o l’ennesimo documento obbligatorio la cui presenza pregiudichi la possibilità o meno di continuare a lavorare.
Siamo tutti quanti invitati a stilare il protocollo interno al fine di garantire la massima sicurezza dei lavoratori e, ancora meglio, collaborare al raggiungimento dell’obiettivo comune e sconfiggere il COVID-19.
La redazione è semplice seguendo le indcazioni date dai 13 punti che sono appunto delle linee guida per le imprese italiane.
Sperando di aiutarvi, alleghiamo al presente articolo un fac-simile; si tratta di un modello del tutto esemplificativo di protocollo interno, privo di procedure e misure specifiche. Consigliamo, inoltre, di richiedere la registrazione da parte degli addetti alla pulizia e sanificazione dell’avvenuta disinfezione di ambienti e attrezzature; tale misura gestionale può tornare utile (se fatta con appositi modelli) per evitare di tralasciare le operazioni che possono sembrano più banali e/o superflue, ma che spesso sono le più critiche (come ad esempio la pulizia di maniglie, tastiere, mouse o i tasti della macchinetta del caffè).
COMITATO INTERNO
Le aziende sono invitate a formare un comitato interno che serve per la definizione delle misure più attuabili ed efficaci, ma anche per la sorveglianza e la verifica di attuazione delle stesse.
Sono invitati a partecipare a tale comitato le rappresentanze sindacali e gli RLS, al fine di definire misure più pratiche e non troppo teoriche che nella realtà di svolgimento dei lavori non trovano un’applicazione reale.
Per la definizione delle misure è quindi buona norma interpellare e/o ascoltare i lavoratori stessi, ma evitando (ovviamente) di fare riunioni o incontri che risulterebbero incoerenti con gli obiettivi definiti.
COLLABORAZIONE TOTALE
Per il superamento dell’emergenza c’è bisogno della collaborazione di tutti; le misure da adottare ci possono permettere di non fermare la vita produttiva del paese, ma solo una collaborazione di tutti, anche e soprattutto al di fuori dell’orario di lavoro ci può permettere di tornare al più presto ai nostri ritmi abituali.
Pavia, 21/03/2020
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