INDICAZIONI DEL MINISTERO DELL’INTERNO

Visti i cambiamenti introdotti dal DPCM 10 aprile 2020, il 14 aprile, il Ministero dell’Interno ha inviato alle Prefetture una lettera circolare inerente l’applicazione del Decreto stesso.
La circolare indica le modalità da rispettare per la riapertura delle attività non direttamente indicate dall’allegato 3 al DPCM.
La riapertura secondo tali modalità, è consentita solo ad alcune imprese (vedi le riaperture).
Segnalazione alla Prefettura
Differentemente dalle precedenti disposizioni, il nuovo provvedimento del Presidente del Consiglio, prevede l’obbligo di comunicazione al Prefetto da parte dell’impresa. Non è più richiesta un’autorizzazione scritta da parte della prefettura.
Le imprese che possono inviare la comunicazione sono quelle:
- che garantiscono la continuità delle filiere autorizzate a lavorare;
- con impianti a ciclo produttivo continuo;
- dell’industria dell’aerospazio e della difesa.
Una volta inviata la comunicazione al Prefetto, l’impresa potrà già riaprire. Verrà inoltrata una comunicazione dalla Prefettura esclusivamente nel caso in cui sia ordinata la chiusura o sospensione dell’attività. Tale decisione sarà presa sentito il parere del Presidente della Regione e previa verifica delle condizioni richieste dalla norma per la prosecuzione delle attività.
Dovranno, inoltre, essere inviate comunicazioni per effettuare l’accesso ai locali di attività sospese da parte del personale dipendente, o terzi delegati, per lo svolgimento:
- di attività di vigilanza;
- di attività conservativa e di manutenzione;
- della gestione dei pagamenti;
- delle attività di pulizia e sanificazione;
- della spedizione verso terzi di merci giacenti in magazzino e la ricezione in magazzino di beni e forniture.
Sui siti delle singole prefetture sono indicate le procedure da seguire per effettuare le comunicazioni.
Controlli
La circolare richiama la possibilità di demandare lo svolgimento di specifici controlli al corpo della Guardia di Finanza. A questa è dato l’incarico di verificare la veridicità delle comunicazioni inoltrate dalle imprese, in particolare verrà verificata la sussistenza delle condizioni necessarie per la riapertura, ovvero l’effettiva inclusione nelle categorie autorizzate.
I prefetti potranno poi avvalersi del supporto di Aziende Sanitarie Locali e di articolazioni territoriali dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro per effettuare le verifiche di corretta attuazione da parte delle imprese del Protocollo di Sicurezza sul Lavoro.
Controlli che possono portare dalla sanzione delle attività che non rispettano tali misure fino alla loro chiusura. A tal proposito, si fa notare che Il Viminale pubblica periodici aggiornamenti sulle verifiche effettuate. Nel periodo compreso tra l’11 marzo il 20 aprile, risultavano 3.457.060 gli esercizi/attività verificati.
fonte www.interno.gov.it – Pavia, 20/04/2020
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