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Qualità dell’aria nelle scuole: le linee guida

Qualità dell’aria nelle scuole

Qualità dell’aria nelle scuole: nel DPCM 26 luglio 2022 le specifiche tecniche per l’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e gli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici.

Le linee guida, destinate ai fabbricanti e/o responsabili dell’immissione sul mercato e agli utilizzatori finali, hanno lo scopo di permettere una selezione consapevole dei dispositivi e degli impianti in base alle specifiche tecniche, conformemente alle disposizioni normative vigenti in materia e agli standard minimi di qualità.

Pubblicato lo scorso 3 agosto 2022, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 26 luglio 2022 reca le “Linee guida sulle specifiche tecniche in merito all’adozione di dispositivi mobili di purificazione e impianti fissi di aerazione e agli standard minimi di qualità dell’aria negli ambienti scolastici e in quelli confinati degli stessi edifici”.

Le linee guida sono state redatte, ai sensi dell’art. 13-bis, comma 2 – del decreto-legge 24 dicembre 2021, n. 221, così come introdotto dalla legge di conversione 18 febbraio 2022, n. 11, sulla base di un apposito parere dell’ISS (AOO-ISS PRE16 n. 25450 del 30 giugno 2022).

I destinatari del documento sono:

  •  fabbricanti e responsabili dell’immissione sul mercato
  •  utilizzatori finali.

Scopo del documento è permettere una selezione consapevole in base alle specifiche tecniche e conformemente alle disposizioni normative vigenti in materia e agli standard minimi di qualità indicati nello stesso documento. Le linee guida spiegano come la qualità dell’aria indoor, dal punto di vista sia degli inquinanti che della carica microbica, è un requisito essenziale per il mantenimento della buona salute della popolazione scolastica e per il suo sviluppo conoscitivo e, pertanto, è importante prestare attenzione alle variabili che la influenzano, quali le fonti degli inquinanti chimici e dei patogeni, sia interne che esterne, la gestione delle attività, il numero di occupanti, la natura e configurazione degli spazi, le misure preventive in atto, ecc.

I dispositivi di sanificazione, purificazione e/o ventilazione possono essere utilizzati solamente qualora portino ad un miglioramento dell’aria indoor. Inoltre, se ne raccomanda l’utilizzo solo una volta che siano state identificate e intraprese le altre misure preventive, quali l’apertura delle finestre, il divieto di fumo in tutto il perimetro scolastico, l’assenza di arredi e materiali inquinanti, l’igiene e trattamento di pavimenti e superfici, ecc., e ciononostante, sia dimostrato che la qualità dell’aria non sia ancora adeguata.

Per il contrasto alla pandemia da Covid-19 poi, l’uso degli apparecchi in parola deve essere finalizzato a integrare, e non sostituire, le principali misure anti-contagio (quali dispositivi di protezione delle vie aeree, distanziamento, ecc…), la cui previsione rimane demandata ad espresse disposizioni da parte delle autorità competenti, in relazione all’andamento del quadro epidemiologico. Per valutare la necessità di ricorrere a dispositivi o apparecchi specifici per la purificazione e la sanificazione degli ambienti, a integrazione delle suddette altre azioni di prevenzione e riduzione del rischio, sono necessarie valutazioni tecniche a cura di personale qualificato. Occorre anche considerare le possibili controindicazioni dei dispositivi, quali emissioni, rumori, rischi per la sicurezza, costi di acquisto e di esercizio, eventuali emissioni e consumi energetici.

Il documento, dopo una premessa riportante le finalità del documento, descrive come verificare la qualità dell’aria indoor e in particolare negli ambienti scolastici. Riporta poi alcune indicazioni sulla ventilazione naturale e meccanica controllata (VMC) e considerazioni generali per la scelta dei dispositivi da parte degli utilizzatori.

Ai fabbricanti e responsabili dell’immissione sul mercato dei dispositivi viene dedicato un ampio paragrafo relativo ai “requisiti di sistema”:

  •  i dati identificativi e le informazioni sul sistema;
  •  i ricambi d’aria;
  •  la sicurezza dei sistemi che si basano sull’azione di agenti chimici o fisici;
  •  le misure di gestione del rischio;
  •  l’efficacia microbiologica;
  •  i sistemi di purificazione che utilizzano filtri;
  •  le schede tecniche;
  •  i manuali d’uso e manutenzione;
  •  le certificazioni.

Conclude il documento un piccolo paragrafo contenente alcune definizioni utili a comprendere meglio il testo delle linee guida.

Consulta il DPCM 26 luglio 2022 (GU 3 agosto 2022 n. 180)

Scarica il PDF GU Serie Generale n.180 del 03-08-2022

 

Fonte HSE+

 

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Andrea Reali
Chi l’ha scritto

Andrea Reali

Amministratore e responsabile tecnico · Professore a contratto

Professore a contratto in Igiene Ambientale, Dipartimento di Sanità Pubblica, Medicina Sperimentale e Forense, Università di Pavia (dal 2013) · Abilitato RSPP per tutti i macrosettori ATECO · Consulente Tecnico Ambientale (C.S.E.A.) · Docente-formatore qualificato ai sensi del D.I. 6 marzo 2013

Guida SPL dal 2013 come amministratore e responsabile tecnico: è la firma tecnica dietro i documenti e la formazione dello studio. Laureato a Pavia in Tecniche della Prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, segue salute e sicurezza sul lavoro, ambiente, igiene ambientale e alimentare come RSPP per enti pubblici e aziende private. Le stesse materie le insegna all'Università di Pavia: è questo doppio sguardo — chi la norma la applica e chi la spiega — il filo di ciò che SPL mette per iscritto.

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