Responsabilità Penale del DDL per Imprudenza Dipendenti: la Sentenza

La recente decisione della Corte di Cassazione, Sez. IV, del 23 gennaio 2025 (n. 2763), ha affrontato una questione ricorrente in ambito giurisprudenziale: la responsabilità penale del datore di lavoro per comportamenti imprudenti o negligenti dei propri dipendenti. Il caso in esame riguarda un direttore di punto vendita responsabile di un magazzino, condannato per aver omesso di adottare le adeguate misure di sicurezza durante la movimentazione di pannelli voluminosi con un muletto non idoneo.
Massima Giuridica
Per esonerare il datore dalla responsabilità per il fatto colposo del dipendente, è necessario valutare se il comportamento del lavoratore fosse prevedibile e se mancassero le dovute misure preventive. Anche se il dipendente agisce in modo negligente o imprudente, il datore risponde quando tale condotta rientra nelle attività ordinarie, non costituendo un fatto eccezionale o “abnorme”.
Sintesi del Caso
La sentenza analizza la condotta del direttore, il quale non aveva predisposto l’uso di carrelli o transpallet adeguati per il trasporto di pannelli oltre la capacità del mezzo. Tale mancanza ha consentito al dipendente, un magazziniere, di operare con un carrello inidoneo, causando lesioni gravi a seguito della caduta di due pannelli. La Corte ha respinto l’argomentazione difensiva che sosteneva la consapevolezza del lavoratore nel violare un ordine, ritenendo invece che la sua azione rientrasse nelle scelte prevedibili e imprudenti.
Il Fatto e la Condanna
Il direttore del punto vendita, incaricato con procura generale, è stato condannato per negligenza, imprudenza e inosservanza delle disposizioni dell’art. 71, comma 2, lettere a) e c) del D.Lgs. n. 81/2008. La sua responsabilità è stata riconosciuta proprio perché non ha adottato le misure necessarie per evitare rischi prevedibili, contribuendo in modo determinante all’infortunio del dipendente.
Ricorso e Motivazioni
La difesa del datore aveva sostenuto che il lavoratore, consapevole delle limitazioni, aveva comunque agito in violazione degli ordini. Tuttavia, la Cassazione ha ritenuto che non vi fosse una netta separazione tra le mansioni del personale addetto all’allestimento e quelle del punto vendita. Il comportamento del dipendente, pur imprudente, rientrava nelle normali modalità operative e prevedibili, e l’assenza di misure di sicurezza adeguate da parte del datore ha quindi mantenuto il nesso causale dell’infortunio.
Precedenti e Riflessioni Giurisprudenziali
La Corte ha ribadito il principio secondo cui il datore di lavoro è chiamato a rispondere per il comportamento negligente dei propri dipendenti, salvo casi in cui il comportamento risulti “abnorme” e totalmente imprevedibili. Giurisprudenza consolidata (Cass. pen. Sez. IV, 10 gennaio 2018, n.7188; Cass. pen. Sez. IV, 14 gennaio 2014, n.7364; Cass. pen. Sez. IV, 20 marzo 2019, n.27871) conferma che il datore deve adottare tutte le cautele per neutralizzare il rischio d’infortunio, anche se il dipendente opera in ambito di mansioni che gli sono proprie.
Conclusioni
La sentenza sottolinea l’importanza per i datori di lavoro di implementare misure di prevenzione efficaci, al fine di ridurre i rischi derivanti da comportamenti imprudenti dei dipendenti. In assenza di tali cautele, il datore non può sottrarsi alla responsabilità, anche se il dipendente agisce in maniera routinaria e prevedibile.
Fonte HSE+
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